Perché fare marketing oggi è così importante? A cosa serve? Spesso mi sono ritrovata ad ascoltare queste domande e ho di volta in volta cercato una risposta più convincente.

In molti continuano a confondere il marketing con la pubblicità. Altri lo identificano con le attività promozionali e altri ancora con la vendita. C’è anche chi, non conoscendolo minimamente, è portato a considerarlo uno strumento inutile per la conduzione della propria attività professionale e commerciale, qualcosa che non lo riguarda.

Fare chiarezza è d’obbligo.

Il marketing oggi si pone l’obiettivo di conoscere le persone, più che i mercati. È una delle più efficaci pratiche moderne che si occupa appunto di persone, individui e gruppi di individui e che permette di prendere decisioni. Questo in parte spiega perché molte imprese lo utilizzano con successo e perché si studia sempre in più percorsi universitari. E spiega anche perché dall’analisi quantitativa e qualitativa dei trend si è spostato all’analisi delle emozioni e delle sensazioni della gente, dei loro bisogni.

Il marketing infatti non è più solo materia d’impresa: riguarda direttamente le persone, in ogni ambito della loro vita. Si basa infatti sull’idea che gli individui percepiscano stati di privazione, ovvero un bisogno. E i bisogni non sono certo un’invenzione del marketing: sono una condizione umana. Contestualizzati nella società in cui viviamo si trasformano in desideri, quei moti intensi dell’animo che spingono a realizzare o a possedere qualcosa che è considerato un bene.
C’è chi ritiene che la principale motivazione di acquisto sia legata alla bontà dei propri prodotti o dei propri servizi. Se questo fosse vero, ogni impresa avrebbe successo e tutti i clienti sarebbero fidelizzati. In realtà, il vero motivo per cui le persone acquistano un prodotto è per i vantaggi e i benefici che possono trarne, per le esperienze che offre, per il bisogno che soddisfa.

Una buona strategia di marketing deve sempre rispondere a due quesiti principali: chi sono i nostri clienti? E perché questi dovrebbero credere alla nostra proposta di valore?

Ma la strategia da sola non basta: è necessario costruire anche un buon piano di marketing attraverso un insieme di strumenti, le famose quattro P (prodotto, prezzo, punto vendita, promozione). Questo vale per tutte le organizzazioni che dovranno saper creare un’offerta attraente in grado di soddisfare un bisogno, stabilirne il prezzo, offrirla ai clienti, comunicare con loro, ascoltandoli e coinvolgendoli completamente, trasformando il processo di acquisto in un’esperienza poli-sensoriale, rendendoli consapevoli della loro scelta.

Si può capire se si sta facendo marketing nella maniera migliore o se è necessario ritarare il proprio piano d’azione: i risultati si possono misurare e analizzare. 

Ed è a questo punto che l’immaterialità e intangibilità del marketing si trasformano in una reale, fisica, istantanea scattata con una polaroid. 

Sta a voi scegliere se tenerla o meno.

E, se non siete in grado di farlo autonomamente, rivolgetevi a professionisti che lo fanno ogni giorno, con metodo e passione.

Lorenza Minzoni 

One thought on “Il marketing…ancora uno sconosciuto?

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