È il caso di smetterla di girarci tanto intorno: forse solo chi opera nel settore e chi vive producendo testi, costantemente connesso alle parole, sa qual è la vera differenza. Banalizzare l’argomento, stereotipando credi e passaparola mediatici è quanto mai diffuso, oltre misura. Essendosi autointrodotte nuove figure, i blasonati blogger faidate dell’ultimo minuto (e, preciso, mi riferisco solo a persone che da un momento all’altro hanno cominciato a scrivere online senza un percorso formativo o professionale specifico precedente), è importante chiarire e rendere giustizia a chi, per lavorare in questo campo, ogni giorno studia e si aggiorna, analizzando dati e informazioni, mettendo in atto una serie di criteri e metodi imparati sul campo e sui libri, magari senza applicarli alla lettera ma traducendone sostanza e significato.

Prima dei social, la distinzione tra copy e content writer era piuttosto netta: il primo era considerato il brillante creativo pubblicitario e il secondo il perfetto scrivano giornalista. Ora con i nuovi mezzi di comunicazione, che richiedono capacità strategiche e strumenti operativi organizzati (come, ad esempio, piano e calendario editoriale), questa linea di separazione è sempre più invisibile. Infatti nei social assistiamo spesso a esempi di fervida convivenza di queste due figure in un unico corpo e in un’unica mente creativa.

Ecco il nostro identikit del vero copywriter.

Un vero copywriter non è un words player o un ideatore di inutili fantasie. È qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano, in maniera chiara, semplice, sintatticamente corretta. Mai banale, come tutti i creativi è pignolo e prima di cominciare qualsiasi lavoro vuole conoscere tutte le informazioni necessarie, relative al contesto, mercato, prodotto o servizio e al target. Nulla è lasciato al caso: cura ogni dettaglio con dedizione e attenzione. Crede in quello che fa e ama farlo, impegnandosi a fondo. Inguaribile curioso, non si stanca mai di capire cosa passa nella testa delle persone. Difende con forza le sue idee ma fa dell’ascolto la sua arma migliore. È spesso un ottimista perché sa vedere le varie situazioni da prospettive sempre diverse. La mediocrità non rientra nel suo vocabolario. È un grande seduttore, che influenza e conquista il cliente con i suoi messaggi. Trasforma in parole il concept di un brand, gli obiettivi di vendita di un’azienda. Qualunque sia il prodotto o servizio, il suo compito è sempre la conversione degli utenti, far compiere una determinata azione che lasci un’impronta misurabile.

E il content writer, più comunemente web writer: come si distingue?

Il vero e inimitabile content writer è la versione post moderna dell’antico amanuense, dello scribacchino che mai alza la testa finché non ha ultimato il suo lavoro. Scrive tanto, continuamente. Produce testi di qualità sempre in ottica SEO, pertinenti e originali, utilizzando specifiche tecniche di scrittura per il web. Conosce esattamente le parole giuste e corrette da utilizzare in ogni situazione, in ogni contesto. Sa scrivere molto bene, sa perfettamente ciò di cui sta parlando nei suoi testi, perciò si può definire uno speciale content architect. È certamente meno sales oriented ma più concentrato sulla qualità dei contenuti. Realizza tutto ciò che riguarda la comunicazione aziendale, dal blog alle newsletter, dalle presentazioni alle brochure o depliant e ogni componente prettamente testuale espressione di una precisa brand strategy.

Nessuna di crisi d’identità, dunque, deve cogliere i diretti interessati. Saper scrivere molto bene accomuna entrambi questi professionisti della scrittura, così come la forte specializzazione che li rende perfettamente compatibili al raggiungimento di un fine ultimo comune: l’originalità, ovvero ciò che rende ogni storia unica e differente.

Lorenza Minzoni